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Conclusa la prima fase della pulizia del Po a mani nude ai Murazzi

Conclusa la prima fase della pulizia del Po a mani nude ai Murazzi

Da mesi chi, come i canottieri, frequenta con costanza e passione il fiume, si è imbattuto nelle alghe e nelle piante acquatiche comparse prima dell’arrivo della primavera.

Atleti ed appassionati hanno guardato il nuovo ospite con curiosità, per via degli insoliti colori, quasi fluorescenti, e con timore, sia per il rischio di ribaltamento, sia per i dubbi relativi allo stato di salute del fiume ed all’accumulo di rifiuti conseguente.

Da alcuni giorni la nuova flora del Po, ma anche il ribaltamento dei canottieri (il due senza alle olimpiadi), sono diventati di dominio pubblico.

Giornali e varie trasmissioni radio e televisive hanno trattato delle alghe e delle piante acquatiche sia per l’estesa diffusione, sia per la casuale presenza concomitante di illustri biologi marini presenti in città per un recente congresso.

Ultimamente, l’estesa proliferazione della vegetazione sta creando problemi di decoro cittadino, anche perché detriti, rifiuti e rami, trasportati dalla scarsa corrente, restano imbrigliati dalle alghe.

Stessa sorte per alcuni canottieri, che immergendo le pale in acqua rimangono impigliati, rischiando il ribaltamento.

Nei vari articoli, purtroppo, i timori dei canottieri sono stati confermati: l’invasione della nuova flora presenta anche specie velenose ed aggressive provenienti dall’Amazzonia, e con il passare dei giorni la situazione diviene sempre più evidente e drammatica.

Sono state descritte cause e possibili interventi, che al momento tuttavia trovano notevoli difficoltà, di carattere economico in primis.

L’intera comunità e tutti gli enti interessati stanno lavorando per risolvere la problematica con la consulenza di esperti del settore, ed il popolo del fiume e del remo non solo auspica che si riesca ad intervenire efficacemente il più presto possibile, ma si propone d’essere parte attiva, sia con un gruppo di canottieri volontari che hanno partecipato quest’oggi alla rimozione delle alghe, sia proponendo un percorso programmatico finalizzato ad individuare una soluzione al problema causato dalle alghe e dalle piante acquatiche.

In particolare, la presente criticità, come altri aspetti delicati legati al sistema sportivo remiero di Torino, non potrà che trovare soluzione in un tavolo del Fiume che si auspica l’Amministrazione Comunale voglia attivare al più presto.

Il Po, infatti, è un’inestimabile risorsa sportiva e turistica, ammirata ed invidiata, nonché la più grande palestra all’aperto di Torino, utilizzata ogni giorno da centinaia di canottieri e canoisti di ogni età e capacità.

Le alghe e le piante acquatiche non solo rendono poco praticabile l’attività remiera, ma deturpano la bellezza e sviliscono il fascino che il Po infonde in tutti coloro hanno la possibilità di viverlo.

La comunità remiera torinese intende non solo continuare ad utilizzare il Fiume, ma preservarlo nelle sue qualità e preclarità sportive, naturali e turistiche, in quanto patrimonio di tutti.

 

Riccardo Iuliani ed Alessandro Polato

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