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L'Armida in Nuova Zelanda

L'Armida in Nuova Zelanda

Pellicelli

L’Armida presente in Nuova Zelanda per i World Master Games ad Aukland dal 21 al 30Italiani 2016 3 rid aprile.

Sotto l’attenta ed esperta guida della campionessa, Elisabetta Brugo, prima donna italiana a qualificarsi in una finale mondiale di singolo, allenatrice di terzo livello e responsabile dei master della Canottieri Armida, continua la preparazione dei due atleti armidiani mas10306314 10206043006856879 2466615498045582694 nter, Giorgio Pellicelli e Donatella Borgialli, per affrontare le fredde acque del lago Karapiro. Quasi agli antipodi dell'Italia i due master dovranno affrontare avversari provenienti da tutte le parti del mondo.

Di oggi su La Stampa l’articolo di Giorgia Garberoglio che riportiamo qui di seguito.

Professore Emerito dell’Università di Torino e canottiere master. Definizioni che forse dItaliani 2016 4 ridebbono essere invertite, e si susseguono, per Giorgio Pellicelli: “Ho sempre corso, ma quando sono andato in pensione mi sono imbattuto nel canottaggio e me ne sono innamorato, cinque anni fa”. A ottant’anni è innamorato a tal punto da partire per il World Master Games in Nuova Zelanda. “In verità avevo già partecipato all’edizione del 2013 a Candia, dove ho vinto un argento. Ora affronto la nuova sfida, dalle condizioni piuttosto proibitive. Sarà un po’ come vogare sul lago artificiale del Moncenisio”. Il professor Pellicelli si allena tutti i giorni al circolo Armida: “Correndo lungo il fiume, ho visto un cartello che proponeva prove per principianti. Sono salito in barca e non scendo più. Mi piace la prospettiva della città vista dal fiume. Sono un singolista, mi piace imparare. Ho ancora molti limiti che devo migliorare. E altri che forse non riuscirò a superare, ma mi diverto, ho scoperto uno sport straordinario. In barca non ci sono gelosie, i tempi sono tempi. Intanto penso già ai Master Games 2021”. L’approccio scientifico gli fa fare analisi puntuale sulle possibilità di vittoria: “Una statistica sui massimi campioni di canottaggio dice che sono mediamente alti un metro e novantasette e pesano novantacinque chili. Non credo di avere troppe chance. Ma scherzi a parte, parto perché mi diverto, gareggio perché qualche volta vinco pure. Secondo ai Campionati Italiani di Ravenna 2016, primo alla D’Inverno sul Po, anche se eravamo in due. Ai Master Games farò la mia gara. L’importante è che io non mi rovesci in un’acqua dato che da amici australiani quella del lago Karapiro è stata definita “frozen”.

Riccardo Iuliani

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