Дървен материал от www.emsien3.com

The best bookmaker bet365

The best bookmaker bet365

Menu

Mondiali Under 23 - Linz

Mondiali Under 23 - Linz

Il canottaggio italiano ha scritto, nel corso della settimana appena conclusasi, un’altra pagina di storia dello sport azzurro.

Con un bottino finale di 4 ori e 2 bronzi, la nazionale Under 23, impegnata nei Mondiali di categoria a Linz, ha chiuso al secondo posto nel medagliere, alle spalle della sola Germania: un risultato di grandissimo rilievo, come sottolineato dal Direttore Tecnico Giuseppe La Mura e dal Responsabile Under 23 Spartaco Barbo, il quale, nell’intervista rilasciata ieri, ha inoltre dedicato i risultati della squadra maschile alla memoria dell’amico ed ex collega Eusebio Carando, con la cui collaborazione aveva preparato l’ultimo mondiale 4 anni fa.

Nel risultato di Linz c’è stato anche molto Piemonte, con i nostri sei atleti che hanno fatto la parte del leone, regalandoci emozioni d’oro.

Tre conferme sono giunte dagli atleti under 23 che lo scorso anno avevano già conquistato il gradino più alto del podio.

4X MNella specialità del 4 di coppia Pesi Leggeri, Francesco Pegoraro (Sisport Fiat) era chiamato a difendere il titolo iridato; in barca con lui quest’anno c’era anche il compagno di società Michele Quaranta, insieme a Paolo Ghidini e Matteo Mulas.

Sei gli equipaggi iscritti a questa specialità, pertanto finale diretta, disputata nella giornata di sabato: terzi alla prima rilevazione cronometrica, i nostri ragazzi hanno dimostrato la loro superiorità durante il percorso, risalendo la china sino ad agguantare il primo posto e vincendo con un distacco di oltre tre secondi su Francia e Germania.

Stessa storia nella specialità del 4 senza Pesi Leggeri: Alin Zaharia (Caprera) e Guido Gravina (Cerea) dovevano difendere il titolo conquistato lo scorso anno, ed anche loro sono riusciti nell’impresa.

I nostri due ragazzi, in barca con Stefano Oppo e Paolo Di Girolamo hanno vinto la batteria facendo registrare il miglior tempo, ed anche in questa specialità l’armo azzurro ha dimostrato la sua superiorità, staccando gli avversari negli ultimi 400 metri della finale e precedendo sul traguardo Gran Bretagna e Francia.4- PL M

In campo maschile altra prestazione di grande rilievo è stata fatta registrare da Federico Gherzi: il giovane singolista dell’Esperia, alla sua prima esperienza mondiale, ha dimostrato grande personalità, sbaragliando buona parte della numerosa ed agguerrita concorrenza.

1X PL MDopo aver agevolmente superato le batterie ed i quarti di finale, Federico ha chiuso la semifinale al quinto posto, accedendo così alla finale B, disputata con grande carattere e chiusa al secondo posto (ottavo assoluto), di un solo secondo alle spalle dell’armo greco.

In campo femminile la giovane atleta del Cus Torino Greta Masserano, anch’essa al suo primo Mondiale, ha dimostrato altrettanta personalità, conquistando il sesto posto a capovoga del quattro di coppia Pesi Leggeri, in barca con Francesca Fava, Alessandra Derme e Francesca Contini.

Le azzurre, dopo aver superato le batterie e le semifinali rispettivamente con il secondo ed il terzo posto, hanno chiuso la finale A alle spalle degli armi tedesco, australiano, inglese, danese ed americano.4X PL F

Laura Basadonna, infine, ha conquistato il nono posto nel quattro senza femminile, in barca con Veronica Paccagnella, Selene Gigliobianco, e Gaia Nencini.

Le azzurre hanno disputato una batteria molto impegnativa, vinta dalla Russia, in cui passava solo il primo armo; nei recuperi l’equipaggio nostrano non è riuscito a conquistare uno dei primi due piazzamenti necessari per l’accesso alla finale A, chiudendo al quarto posto e conquistando la finale B, conclusa al terzo posto, per soli 5 decimi alle spalle degli Stati Uniti.

4- FL’avventura del canottaggio piemontese in azzurro continua ora con la Coupe de la Jeunesse, in programma il prossimo week-end a Lucerna, che vedrà impegnate le giovani atlete dell’Armida Andrea Jorio e Micol Fabbrucci, nelle specialità del due senza e dell’otto.

Foto by Mimmo Perna

ALESSANDRO POLATO

Torna in alto