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Canottaggio e arte negli anni '20

 

01-Canottaggio e arte
Oggi andiamo tutti di fretta. L'assistere alle gare è quasi una funzione perditempo. Tutto va rapportato alle esigenze di un modernismo veloce, eliminando carta e penne. Vai ad una gara ed al consiglio di regata ti danno un foglio riassuntivo del programma: questi sono i tuoi, sono tutti? E via. Dov'è finita la poesia del consiglio delle regate, quasi una rimpatriata tra vecchi amici, che tra un nome e l'altro degli iscritti ti dicono la battutina. Suvvia, siamo al punto - come in uno spot televisivo - in cui la donna delle pulizie arriva e ti dice io faccio tutto ma non pulisco il w. Ma perché, c'è il detersivo tal dei tali che risolve in un attimo il problema. Facile, no? Ed ecco per gli accrediti il programma che fa tutto da solo, magari potrebbe sbagliare, ma lavora bene. Quindi che servono i sorpassati programmi, quei libricini che ti trasmettevano tutto lo scibile organizzativo e sui quali poi registravi le tue notazioni, facendo appunti su qualche riquadro pubblicitario di un Grand Hotel che benignamente aveva acquistato un piccolo spazio pubblicitario, grazie al quale gli organizzatori potevano dare la sensazione di una ricca e perfetta organizzazione.

02-Canottaggio e arteOggi la perfezione c'è sempre, forse mancherà qualcos'altro, ma la gara va avanti, la manifestazione alla fine ritroverà il riassunto dei risultati e il frettoloso cronista non avrà neppure il problema di tirar fuori di tasca la biro o la matita. Che bello, sì ma forse anche un po' triste.

 

Volete mettere come si comportavano gli organizzatori di settanta anni fa, che ti presentavano dei programmi che erano dei piccolo gioielli, come l'artistica copertina dei Campionati Europei del 1923 organizzati dalla Canottieri Lario, oppure il 36.o Campionato d'Italia a Pallanza. Ma anche quello monocorde della Garda di Salò per il Campionato Italiano del 1930, un piacere anche soffermarvici un momento, nonostante gli impegni lo sguardo poteva spaziare su immagini belle e gentili, un rilassamento prima della emozione di gara. Ed era un mondo che ha resistito tanto ma che deve adeguarsi alle rinnovate esigenze, come quella gara per giovanissimi celebrata nella città dei fiori in cui l'inizio gare - poi ritardato di un'ora - prevedeva il primo start alle 7 della mattina. D'accordo, si torna a casa in fretta, ma non c'è neppure il tempo di risvegliarsi e guardarsi un po' attorno godendo del paesaggio. Il tempo stringe e il computer incalza, disegnando il nuovo canottaggio.

  • Giovedì, 04 Aprile 2013